La vita è altrove

valet dormiva sotto un balcone,
una decina di metri dall'osteria
in cui avevo cenato con gli amici
quella sera,
cinquanta metri dal cancello
di casa mia.
avevamo riso parecchio,
versato molto vino,
discusso della situazione
economica e del cambio
climatico, della costituzione
e delle donne che si
svestono e indossano
i loro vestiti nuovi
per la nuova stagione.

valet l'avevo notato già dal
pomeriggio, era con un amico
e preparava la sua casa come
si scava una trincea prima
di una battaglia, era una
giornata piovosa e valet
doveva essere uno di quelli che
odiavano le giornate piovose.

a notte tarda, rincasando,
volli passare vicino al suo
rifugio, lo scorsi accovacciato
e schiacciato dal sonno,
avvolto in una coperta blu
cobalto e dei vecchi giornali
che parlavano di salute o
politica o pace nel mondo
o dio solo sa cos'altro.