uno strano vento si muove
nelle notti di questi giorni.
i molti che stanno dormendo
ricorderanno solo un sogno,
la mattina, quando
tutto sarà di nuovo normale.
eppure notte dopo notte
io l'osservo crescere,
lo sento tutt’intorno a me,
strisciare fra le case,
sbattere le verande,
allarmare i cani e
gli uccelli notturni,
s'infila fra gli alberi,
smuove i fumi e le cappe
che sovrastano
la nostre città.
è un vento prima caldo,
ma via via si fa sempre più freddo,
ombroso e scuro,
sibilando ricorda
il rantolo d’un animale
che ha fame e
la sensazione è di
esserne la preda.
te ne accorgi perchè
le cose normali perdono
immediatamente colore,
si fanno del colore
del vento.
i più attenti studiosi
stanno già calcolando
il suo peso sui destini
delle cose,
i più attenti studiosi
continuano a strappare
i loro fogli pieni di medie,
di statistiche e d'assi cartesiani.
sanno benissimo che
stavolta non ha forma,
perchè questa viene
direttamente dall'interno
della terra:
è non ha una forma.
semplicemente è già dappertutto.
la mia sigaretta trema,
le strutture del palazzo tremano,
le auto parcheggiate stanno tremando,
l'orologio zoppica vistosamente
sugli orari sbagliati,
comincio a guardarmi intorno ed
i numeri sono sempre gli stessi,
ridondano l'idea di qualcosa
che sta per succedere.
le ore notturne sferzate da
questo vento, diventano
buie oltre ogni ragione,
i bianchi sfumano in grigi,
le tappezzerie inghiottono
uomini e stanze.
gli studiosi più attenti sanno
già cosa sta per succedere,
sono tutti affacciati ai loro balconi,
come me,
stanno studiando il fenomeno
ma non hanno un'idea chiara
su come agire,
o fuggire,
è chiaro che la nostra
presenza non ha alcuna importanza,
non può cambiar nulla stavolta.
così, mentre
il vento aumenta e
poi diminuisce,
nascondendosi ancora,
io finisco di compilare l'ennesimo
rapporto sulla stranezza
dei fatti e delle circostanze,
annoto ogni
impressione,
temendo sempre
possa essere l'ultima.
la fine, il finale,
quando è al suo apice
nel suo presentarsi,
ha la particolare
proprietà di
rendere invisibile
la rinascita,
perchè non ne contiene
la certezza in sè.
perchè ogni volta
che si conclude qualcosa,
potrebbe essere l'ultima.
io so,
lo so per certo,
gli altri studiosi sono tutti svegli.
stanno annotando. con me.
come me.
e scrivono furiosamente
nei loro notes domandandosi
incessantemente
quanto ci rimane?
quanto ci rimane?
rosa #2
1 mese fa


