Un valzer al chiaro di luna

un esploratore,
vagando con le mani in tasca
in una notte buia in una città come le altre,
s'imbatte in una strana luce
che viene fuori da una finestra
che viene fuori tiepida come da una cartolina
mandata da un'isola lontana nelle ore di riposo,

allora l'esploratore si affaccia
e si mette in punta dei piedi e
cerca di vedere, e vede, una donna,
intreccia i fili di un lungo foulard
del colore dei suoi occhi, viola,

rimane un po' a guardarla perchè
la sua vista le ricorda quando sua madre
faceva quello stesso gesto,
rimane un po' a guardarla perchè
la luce è dolce, così i lineamenti di lei,
questo gli scalda il cuore,
e aveva bisogno di quel calore,

l'esploratore prova però ad attirare la sua attenzione
toccando il vetro con le dita e
quando lei si volta lui le sorride
e le accenna un saluto,
vorrebbe che lei ricambiasse
la cortesia ma lei ne rimane indifferente.

lei chiama un nome e continua a fissarlo,
subito si affaccia da una porta un uomo,
forse suo marito, forse il fratello,
ha una corporatura robusta e
sembra molto sicuro di sè,
guarda l'esploratore con occhi duri e
si avvicina alla finestra,
l'esploratore indietreggia...

sono i pensieri e le azioni dettate dalle illusioni
che cullano i cuori degli uomini,
soprattutto quando questi sono soli,
e quando il vetro s'infrange ed una mano
afferra il collo del sognatore e
lo stringe e invoca a sè tutte le
forze del cosmo per cancellare la sua esistenza
allora scorrono fiumi di sangue e
fiumi di fuoco si alzano al cielo e
nuotano angeli e demoni in essi che
rimangono indifferenti, come lei,
alle sorti delle nostre vite e
gli inni celesti vengono intonati
chissà dove mentre l'esploratore
alza gli occhi al cielo e
pensa,

che pensa?

non pensa nulla.

è perso,
come altri esploratori prima di lui,
è perso,
e non ricorda che questo è il suo destino,
il destino degli esploratori.

Le Liste

l'epidemia ci contatta al bar
in plaze de la concorde
davanti ad un caffè mentre
ci roviniamo - l'euforia ci
riprende come una telecamera
fuori fuoco e noi abbaiamo
alle isole pedonali.

sono convinto di averti
dentro l'anima ma il tempo
basta a dividere le acque
del mar rosso in sponde
steccate, stagnola e
valigie, il tempo di partire,
il taxi ritarda ma abbiamo
modo di baciarci anche
se non ci scappano le
parole che vorremo dire,
o semplicemente avere.

sei furtiva mentre i tuoi
passi vanno dietro l'angolo
ed io rimango solo a
guardare stupìdo le mostre,
gli attacchi delle gonne
autunnali, i primi cappotti
col bavero alzato,
gli sguardi trincerati
che supplicano aiuto,
il lavoro chiama
chi lo ascolta, chi sta
portando lontano?


morirei adesso,
su questo marciapiede,
se sapessi di aver finito
le nostre avventure qui,
ma rispolverando le
sigarette ho il brivido
della follia, e lei ci sbrana
più di quanto queste
gabbie riusciranno mai a fare,
mi accompagna a bracetto
alle tue camere, di notte,
quando dimentichi di chiudere
la porta per sbadatezza o
forse è nostalgia?

più di cento errori sono
in fila nelle vie del centro,

l'hai sentita la lama vicino
la gola? è silenziosa, non
respira ma uccide, è
viva, orizzonti di numeri,
cartapesta sui palazzi,
ti accompagno ai
sogni, hai la tua gonna,
la mia preferita,
serigrafia dei nostri
sussulti, fading
e desideri,
mi ami ancora?

Situazione Complicata

festino porno sull'altare
di dio nella ventiduesima strada.
lesbiche e psicopervertiti si
allineano e danzano blaterando di
diritti e voluttà.
contemporaneamente bracciformi e
vermi asiatici si insinuano fra
le fessure delle mattonelle dei
marciapiedi cominciando a
succhiare da sotto il midollo
degli smidollati.

il festino s'imbizzarisce e le
penetrazioni defraglano impazzite,
mentre i primi poliziotti eccitati
dal sangue cominciano a sbucare
dagli angoli, inferociti dalla pornografia.
i primi manganelli cominciano
a tambureggiare lievemente
i crani di quanti capitano, qualche
sbirro si è già calatole braghe
e tempera selvaggio nelle cavità di qualche
simpatico manifestante, le odi bimillenarie
dell'umanità vengono recitate in apnea
da amorfità nascoste negli sbalzi
di luce.

mentre l'orgiastica esplosione d'amore
si trasforma come al solito in sangue
che sgorga asentimentato, da sottoterra
i vermi cinesi cominciano a ficcare dentro
le scarpe dei malcapitati,
perforando la suola,
macinando i talloni,
risalendo per le ossature e le giunzioni tendinali,
dalle gambe arrivano direttamente
agli organi riproduttivi,
amputando la stirpe confusa,

mentre i primi eroi civili
cominciano a gettare a terra
i loro peni divorati, gli uteri
imbrattati, le protesi della
medicina borghese, il terrore
serpeggia palpabile come
il seno di una signora procace.

invettiva di tre giorni del
sindaco, l'opinione pubblica piange
i suoi morti davanti ad un chisburger,
la finale di coppa viene rinviata
di tre giorni, si giocherà col
lutto, mentre allo stadio
qualcuno rimpiangerà il
suo amico ricchione.