Le Liste

l'epidemia ci contatta al bar
in plaze de la concorde
davanti ad un caffè mentre
ci roviniamo - l'euforia ci
riprende come una telecamera
fuori fuoco e noi abbaiamo
alle isole pedonali.

sono convinto di averti
dentro l'anima ma il tempo
basta a dividere le acque
del mar rosso in sponde
steccate, stagnola e
valigie, il tempo di partire,
il taxi ritarda ma abbiamo
modo di baciarci anche
se non ci scappano le
parole che vorremo dire,
o semplicemente avere.

sei furtiva mentre i tuoi
passi vanno dietro l'angolo
ed io rimango solo a
guardare stupìdo le mostre,
gli attacchi delle gonne
autunnali, i primi cappotti
col bavero alzato,
gli sguardi trincerati
che supplicano aiuto,
il lavoro chiama
chi lo ascolta, chi sta
portando lontano?


morirei adesso,
su questo marciapiede,
se sapessi di aver finito
le nostre avventure qui,
ma rispolverando le
sigarette ho il brivido
della follia, e lei ci sbrana
più di quanto queste
gabbie riusciranno mai a fare,
mi accompagna a bracetto
alle tue camere, di notte,
quando dimentichi di chiudere
la porta per sbadatezza o
forse è nostalgia?

più di cento errori sono
in fila nelle vie del centro,

l'hai sentita la lama vicino
la gola? è silenziosa, non
respira ma uccide, è
viva, orizzonti di numeri,
cartapesta sui palazzi,
ti accompagno ai
sogni, hai la tua gonna,
la mia preferita,
serigrafia dei nostri
sussulti, fading
e desideri,
mi ami ancora?

Situazione Complicata

festino porno sull'altare
di dio nella ventiduesima strada.
lesbiche e psicopervertiti si
allineano e danzano blaterando di
diritti e voluttà.
contemporaneamente bracciformi e
vermi asiatici si insinuano fra
le fessure delle mattonelle dei
marciapiedi cominciando a
succhiare da sotto il midollo
degli smidollati.

il festino s'imbizzarisce e le
penetrazioni defraglano impazzite,
mentre i primi poliziotti eccitati
dal sangue cominciano a sbucare
dagli angoli, inferociti dalla pornografia.
i primi manganelli cominciano
a tambureggiare lievemente
i crani di quanti capitano, qualche
sbirro si è già calatole braghe
e tempera selvaggio nelle cavità di qualche
simpatico manifestante, le odi bimillenarie
dell'umanità vengono recitate in apnea
da amorfità nascoste negli sbalzi
di luce.

mentre l'orgiastica esplosione d'amore
si trasforma come al solito in sangue
che sgorga asentimentato, da sottoterra
i vermi cinesi cominciano a ficcare dentro
le scarpe dei malcapitati,
perforando la suola,
macinando i talloni,
risalendo per le ossature e le giunzioni tendinali,
dalle gambe arrivano direttamente
agli organi riproduttivi,
amputando la stirpe confusa,

mentre i primi eroi civili
cominciano a gettare a terra
i loro peni divorati, gli uteri
imbrattati, le protesi della
medicina borghese, il terrore
serpeggia palpabile come
il seno di una signora procace.

invettiva di tre giorni del
sindaco, l'opinione pubblica piange
i suoi morti davanti ad un chisburger,
la finale di coppa viene rinviata
di tre giorni, si giocherà col
lutto, mentre allo stadio
qualcuno rimpiangerà il
suo amico ricchione.

Una poesia romantica

Lei siede distratta ai bordi del letto,
nuda, si accende una sigaretta e guarda
sovrappensiero le stupidaggini che ho appeso
ai muri della mia stanza;

fuma nervosamente e i suoi capelli lunghi neri
le ricadono sulle deboli spalle che così
tanto ho baciato questa notte, quando inspira
le sue labbra si muovono verso un'espressione
infantile e cocciuta, la amo per questo;

accavalla le esili e affusolate gambe, le
osservo le ginocchia, graffiate come quelle
di una bambina, batte il tempo con il piedino
che ha sollevato in aria, ascolta una vecchia canzone rock,
la sua t-shirt dei black rebel l'ha lasciata sul
letto quando ci siamo strappati i vestiti di dosso
per la fretta di fare l'amore;

Lei siede distratta ai bordi del letto,
mi avvicino alle sue spalle per baciarla e
stringerla a me, lei sorride e soffre un po'
il solletico, "non scappare, amore mio"
le sussurro mentre la mordicchio sull'orecchio,
lei ride ancora e stringe i denti,
"non scappo, amore. non scappo" ripete.